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Allevamento suini all'aperto
dell'azienda Popilia srl
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Premessa
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La
produzione suinicola calabrese
nell’arco dei prossimi anni ha la
possibilità di crescere
considerevolmente per sostituire
l’attuale importazione di carne da
parte dei nostri salumifici
(attualmente essi acquistano solo il
10% dei suini da allevamenti calabresi
– dati CRPA); infatti già da qualche
anno è pienamente operativo il sistema
delle quattro DOP riconosciute ad
altrettanti salumi tipici calabresi
(soppressata, capocollo, salsiccia,
pancetta).
In questo contesto si è inserita, tre
anni fa, la nuova iniziativa
imprenditoriale della Popilia srl, una
società del Gruppo Callipo (la
prestigiosa azienda produttrice di
tonno in scatola), che gestisce
un’azienda agricola nella parte
tirrenica della Calabria, non distante
dalle rinomate spiagge di Pizzo. |
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Descrizione dell’azienda
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L’azienda è costituita da un unico
corpo ricadente nel comune di
Maierato (provincia di Vibo
Valentia); ad essa si accede dalla
strada comunale “dei Francesi” che
la limita in parte lungo il
confine ovest.
Ad est limita per un breve tratto
con la Strada Statale 110.
La superficie catastale totale è
pari a circa 140 Ha.
Il terreno ha struttura di medio
impasto.
La giacitura è parte in piano e
parte in pendio. La parte in piano
è quella posta a maggiore quota
intorno ai 350 metri s.l.m. poi il
terreno degrada ora più dolcemente
ora più rapidamente fino a
raggiungere nella parte più bassa
la sottostante Strada Statale ad
una altitudine di 50 metri s.l.m..
La zona posta più in alto è anche
quella in cui vi è l’accesso
dell’azienda e dove sta sorgendo
una struttura recettiva di
“turismo verde”, composta da un
piccolo albergo, un centro
benessere, piscina e 25 casali
realizzati con criteri di
risparmio energetico (coibentazione,
pannelli solari, ecc.).
L’azienda è dotata di due laghetti
collinari: uno è alimentato dalle
acque piovane, l’altro da una
sorgente. L’indirizzo colturale è
misto: arboreo ed erbaceo.
La zona a maggiore pendio che
interessa la parte bassa è
imboschita con querce da sughero
che occupano una superficie di
circa Ha 40. A monte del laghetto
sito vicino al centro aziendale vi
è una pineta che occupa circa un
ettaro e mezzo di superficie.
La superficie di Ha 1.90.00 è
interessata da un impianto di fico
mentre un frutteto misto (nespoli,
ciliegi, meli, ecc.) occupa una
superficie di 6000 mq. |
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Un noccioleto si estende per circa
12 ettari.
Cinque anni fa è stato impiantato
un oliveto a duplice attitudine
(mensa e olio) che si estende per
circa 10 ettari. L’impianto è
completamente irriguo.
Della restante superficie, una
parte è coltivata con specie
erbacee di pieno campo, l’altra è
composta da boschi misti.
La viabilità è insufficiente ed è
costituita da piste in terra
battuta e/o pietrisco. La
fornitura idrica per l’irrigazione
è assicurata dai laghetti
aziendali. Attualmente l’azienda
occupa quattro lavoratori, di cui
3 a tempo determinato ed uno a
tempo indeterminato. |
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L’allevamento
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L’allevamento di suini è
all’aperto a ciclo chiuso, ed è
stato parzialmente finanziato ai
sensi del POR Calabria 2000-2006
(Asse IV) – parte FEOGA, Misura
4.5, Azione 4.5a. Questo tipo di
allevamento garantisce il
benessere degli animali che negli
ultimi anni ha assunto
un’importanza rilevante sia per
effetto delle normative e delle
proposte a livello europeo
(direttiva comunitaria 91/630/Cee
recepita in Italia con il decreto
legislativo 534/92), sia per la
maggiore sensibilità dell’opinione
pubblica.
La principale tecnologia
utilizzata nell’allevamento
outdoor è costituita dalle
recinzioni elettrificate, di tipo
analogo a quelle utilizzate per il
pascolo di altri animali domestici
(bovini, ovini, equini). Esse
permettono, con costi accettabili,
di confinare gli animali in aree
di dimensioni adeguate e
organizzate in base alle diverse
fasi di allevamento (maternità,
fecondazione, gestazione,
svezzamento, ingrasso) e alle
specifiche esigenze gestionali
dell’allevamento.
Per allestire il recinto
elettrificato si sono utilizzati
paletti in acciaio zincato e
plastica su cui infilare e fissare
appositi isolatori; un filo
zincato ad alta conduttività e a
elevata elasticità chiude i
recinti con due ordini di filo
posti a 0,25 m e a 0,5÷0,55 m di
altezza dal piano di campagna,
sorretti da picchetti della
lunghezza di 1 m e distanti tra
loro 5 m.
Per garantire un elevata
visibilità dei fili metallici è
stata montata su di essi una banda
in plastica forata di colore
verde, del tipo usato nei cantieri
edili; tale soluzione, assai
diffusa in Francia, rende più
rapido l’adattamento dei suini e
il rispetto da parte di questi dei
confini dei recinti. Dopo che i
suini hanno imparato ad associare
la presenza di corrente alla
banda, questa può essere
utilizzata per la recinzione
provvisoria senza elettrificazione
di corridoi per la movimentazione
degli animali al di fuori dei
recinti. |
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Lungo il perimetro
dell’allevamento, è stata posta
un’ulteriore recinzione con rete
pastorale, per limitare il rischio
di intrusione di animali selvatici
dall'esterno. La soluzione
consiste in una recinzione fissa
in pali di castagno, rete
metallica rigida dell’altezza di
1,2 m e sovrastante ordini di filo
d’acciaio elicoidale.
Per la movimentazione dei suini e
dei mezzi meccanici esiste un
accesso per ogni recinto e un
percorso stradale poderale intorno
all’allevamento.
Gli apparecchi elettrificatori,
necessari per fornire energia ai
recinti, convertono l’energia
elettrica in impulsi di brevissima
durata e di elevatissima tensione,
molto dolorosi, ma distanziati nel
tempo, in modo che l’animale possa
indietreggiare
dopo avere ricevuto la scarica.
Per garantire il buon
funzionamento della recinzione e
il rispetto di questa da parte dei
suini si sono impiegati due
apparecchi elettrificatori di
potenza elevata; leggermente
sovradimensionati considerando le
possibili e frequenti cause di
dispersione di corrente (contatto
del filo con la vegetazione o il
terreno). |
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La recinzione
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In
ogni recinto i suini dispongono
di:
- un abbeveratoio/mangiatoia
antispreco a vasca o a tazza
su piastra di cemento;
- una buca riempita di acqua e uno
spruzzatore azionato in continuo
durante le ore calde del giorno
per il raffrescamento dei suini
durante il periodo estivo;
- una zona riparata dal sole,
alberata o realizzata con reti
ombreggianti sorrette da
un’intelaiatura in legno infissa
nel terreno;
- una zona di riposo riparata,
costituita da strutture mobili
(capannine), individuali o
collettive, di vario tipo e
dimensione, a seconda della fase
di allevamento a cui vengono
destinate.
L’approvvigionamento idrico è
assicurato da un pozzo drenante e
da una elettropompa sommersa che
porta l’acqua in prossimità dei
recinti; da questo, con una serie
di tubazioni, si arriva a tutti i
settori in cui è suddiviso
l’allevamento. Questa acqua è
utilizzata solo per
l’indispensabile raffrescamento
nel periodo
maggio – settembre (necessario per
i suini a manto chiaro).
Lo stoccaggio dei mangimi avviene
in un silo verticale di
vetroresina (per quelli sfusi
destinati all’ingrasso) o nei
sacchi in magazzino (per i
riproduttori).
Considerando una disponibilità di
terreno per l’allevamento dei
suini di circa 3 ha è stato
possibile stimare il numero
massimo di suini presenti ovvero
di posti suino e quindi del numero
massimo di suini allevabili
annualmente in funzione delle
norme vigenti in ambito CEE. |
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In particolare:
l’estensione di 3 ha è da
considerarsi quella occupata dai
recinti e disponibili in
permanenza per l’allevamento dei
suini nelle diverse fasi;
i recinti sono spostati
periodicamente su altri terreni
dell’azienda nell’ambito di un
razionale piano di avvicendamento
delle colture;
la periodicità di spostamento è
variabile a seconda della fase di
allevamento (due anni per le fasi
di fecondazione, di gestazione e
di maternità, un anno per la fase
di svezzamento e sei mesi per la
fase di accrescimento e ingrasso);
i terreni a disposizione non
rientrano in “zona vulnerabile” ai
sensi del D.Lgs. 152/99,
presentano una tessitura a medio
impasto e una sistemazione atta a
garantire il rapido allontanamento
delle acque meteoriche e l’agevole
accesso ai mezzi meccanici.
Dopo che i recinti sono stati
spostati su altri appezzamenti
ritenuti adatti alle esigenze di
allevamento, il terreno su cui
hanno soggiornato i suini saranno
lavorati e seminati, inserendoli
nell’ambito di una idonea
rotazione agraria per favorire
l’assorbimento dei nutrienti
accumulati nel terreno. |
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L'organizzazione
dell'allevamento
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L’organizzazione dell’allevamento
e il dimensionamento delle diverse
aree di stabulazione fa
riferimento ai seguenti dati medi:
scrofe in ciclo: 20
verri: 1
parti/scrofa anno: 2,08
suinetti nati/nidiata: 10
suinetti svezzati/nidiata: 9
sfasamento (gg): 35
interparto medio (gg): 175
bande: 4
scrofe per banda: 5
fase di accrescimento-ingrasso da
25 a 135 kg
incremento medio giornaliero (IMG)
atteso 0,55 kg/gg
durata del ciclo di
accrescimento-ingrasso 182 gg
Per il settore di maternità la
superficie complessiva è di circa
2000 mq, comprensiva di 5 recinti
individuali di 400 mq ciascuno e
delle vie di transito per i mezzi
aziendali;
all’interno di ogni recinto è
installata una mangiatoia -
abbeveratoio, una capannina
coibentata per la stabulazione di
una scrofa e della relativa
nidiata per il periodo di
parto-allattamento, fino allo
svezzamento a 28 giorni dal parto. |
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Per il settore di
fecondazione-gestazione la
superficie complessiva è di circa
8.000 m2, suddivisa in 4 recinti
collettivi della superficie di
2.000 m2 ciascuno e comprensiva
delle vie di transito per i mezzi
aziendali; ogni recinto è dotato
di una mangiatoia-abbeveratoio e
di una capannina coibentata
dimensionati per la stabulazione
di 5 scrofe più il verro. |
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Settore svezzamento e ingrasso
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Per
il settore di svezzamento la
superficie complessiva è di circa
2.200 m2 suddivisa in due recinti
per la stabulazione di circa 32
suinetti per recinto dallo
svezzamento fino al peso di 25 kg;
all’interno di ciascun recinto vi
è una capannina coibentata dotata
di mangiatoie e di abbeveratoi.
Per il
settore di accrescimento-ingrasso la
superficie è di circa 13.200 m2
suddivisa in 6 recinti per la
stabulazione di 16-17 suini per
recinto dal peso di 25 kg fino al peso
di 135 kg; ogni recinto ha una
capannina coibentata, un abbeveratoio
e, per l’alimentazione, una mangiatoia
a tramoggia (l’alimentazione ad
libitum).
Durante la stagione calda (da maggio a
ottobre) tutti i recinti dispongono di
un area ombreggiata e di una pozza
dove i suini potranno stazionare in
decubito e bagnarsi la cute.
Ogni recinto:
ha forma rettangolare o poligonale;
è delimitato su tutto il perimetro da
recinzione mobile di tipo
elettrificato a tre ordini di filo
provvisto di sistema di evidenziazione
visiva;
dispone di uno o più lati adiacente/i
a una corsia di servizio lungo la
quale dovranno essere collocate le
attrezzature per la distribuzione
degli alimenti e dell’acqua di
abbeverata (mangiatoia e abbeveratoio
a succhiotto con tazzetta antispreco);
è dotato, lungo la corsia di servizio,
di un “cancello” costituito da due
molle elettrificate estensibili fino a
4-5 m provviste di maniglie isolate
elettricamente che sarà utilizzato per
l’entrata e l’uscita dei suini in
occasione delle operazioni di pesatura
e di carico e scarico. |
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La corsia di servizio del settore
accrescimento-ingrasso è utilizzata
dagli addetti per il trasporto e la
distribuzione degli alimenti e per il
controllo e la movimentazione degli
animali; per il carico e/o la pesatura
degli animali esiste, in
corrispondenza di una delle estremità
della corsia, un recinto di
raggruppamento, conformato a imbuto e
delimitato da elementi ciechi
dell’altezza di 1,2 m e della
lunghezza 2-3 m ciascuno, realizzati
in legno e collegati strettamente tra
di essi.
Per la pesatura o il carico su
automezzi i suini sono raccolti dal
recinto e inviati attraverso la corsia
al recinto di raggruppamento da cui
accedono alla pesa uno per uno e
ritornano al recinto di provenienza o
sono caricati.
Le scrofe sono di razza Large white
(15) e Landrace (5), mentre il verro è
Large white.
Un solo operaio si occupa attivamente
dell’impianto, coadiuvato da altri due
per talune operazioni più complesse
quali castrazione, catture, pesate,
vaccinazioni, ecc.
Nei due anni di attività
dell’allevamento i risultati sono
stati buoni, sia in termini di
produttività che di mercato.
Acquistano in azienda soprattutto i
privati, che sono disposti a pagare
prezzi più alti di quelli di mercato,
ma anche qualche salumificio locale.
A breve l’allevamento sarà inserito
nel circuito delle DOP dei salumi
calabresi. |
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POPILA srl
S. S. 110
- km 1,6
88046
MAIERATO
(VV)
Telefono +39 09639962 - Fax: +39
0963996299
E-mail:
popilia@callipo.com
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